Marta

e la

festa

della

Madonna

del

Monte

l'Uomo in Nero con il cappello

la Festa della Passate a Marta

la festa delle Passate

in 29 fotografie

A Marta da sempre il 14 Maggio si svolge la festa della Madonna del Monte o delle Passate o della Barabbata e solo l'epidemia di COVD-19 del 2020 ha potuto fermarla.

La festa delle Passate è una festa dalle origini molto antiche che la tradizione fa risalire alla Dea Cerere degli antichi romani ... la Dea della fertilità ... con i riti propiziatorii e con l'offerta dei prodotti della terra e del lago.

Le origini pagane di questa festa fecero si che per lungo tempo fu avversata dalla Chiesa Romana.

un po' di storia ... un po' noiosa, ma serve

Dalla notte dei tempi era consuetudine offrire un banchetto a quelli che oggi chiameremmo i rappresentanti della categorie della vita sociale: il clero, i magistrati, i soldati, i bifolchi, i casenghi, i musici ... ed al tamburino.

Fino al 1608 le categorie che sfilavano nella processione erano solamente quelle legate al lavoro dei campi ovvero i casenghi, i bifolchi ed i illani.

Nel 1608 entrò a far parte del corteo e del banchetto la categoria dei pescatori.

Nel 1613, tra l'indignazione generale, il clero della collegiata non partecipò col Magistrato e il popolo ai Sacri Uffici nella chiesa della Madonna del Monte.

i notabili ... di oggi
i notabili ... di oggi

L'astensione fu determinata dal fatto che il Parroco, non in virtù di un diritto ma di una consuetudine, voleva indossare la "stola" simbolo di giurisdizione all'interno della chiesa, mentre i frati Minimi che reggevano il santuario, esenti per legge canonica dalla suddetta giurisdizione, non volevano permetterlo.

La classica bega di campanile italico.

La questione fu risolta dalle autorità ecclesiastiche nel 1626 e fu proibito al clero di indossare la "stola".

Durante gli anni delle guerre di Castro, che contrapposero le famiglie dei Farnese e dei Barberini, la festa fu celebrata nella sola componente religiosa ma dopo il crollo del Ducato di Castro (1649) la festa riprese nelle forme consuete.

Cattedrale di Montefiascone - il Cardinale Barbarigo

Nel 1704 una controversia sorta per il possesso di alcuni terreni tra il vescovo della diocesi il Cardinale Barbarigo ed i frati Minimi preposti alla custodia del santuario, fa nascere le Passate ovvero i tre giri che i partecipanti al corteo compiono entrando in chiesa con animali e attrezzi da lavoro e attraversando l'area del presbiterio.

Fu Papa Clemente XI a pronunciare la parola definitiva sulla vertenza due anni dopo la morte del cardinale Barbarigo avvenuta nel 1706.

Negli anni successivi le Passate furono proibite dall'autorità ecclesiastica per il disordine e il chiasso che provocavano.

Le Passate vennero riprese con modalità più consone al luogo sacro solo nel 1775.

Coi primi decenni dell'800 la festa prese la fisionomia delle quattro categorie, nella forma che poi è, sostanzialmente giunta fin a noi (grazie al Monsignor Tarquini) ed il tradizionale banchetto fu sostituito da una ciambella all'anice (un vero bis-cotto ovvero cotto due volte) prima lessata e poi infornata offerta dal "Signore".

Il corteo storico ripreso dall'Annulli

La festa ha inizio verso le 4 del mattino (avete letto bene le quattro del mattino!) con il tradizionale "Tamburino" ovvero il corteo dei partecipanti che guidati da un tamburo girano per le vie del paese cantando e pregando.

La mattina alle 8.30 comincia con la processione "di soli uomini" e la sfilata di una trentina di carri (detti Fontane) che dalle rive del lago arriva al piccolo Santuario della Madonna del Monte.

Casenghi
Casenghi

La festa è guidata dai "Signori" eletti dal Popolo in rappresentanza delle quattro Corporazioni denominate: dei casenghi, dei bifolchi, dei villani e dei pecatori.

Il corteo storico che sfila per le vie del paese è costituito, nell'ordine, dalle categorie dei Casenghi, dei Bifolchi, dei Villani e dei Pescatori.

Ad esse seguono: la Banda Musicale, i Ceri, il Clero, le Autorità Civili con il Gonfalone, il Popolo.

Casenghi a cavallo con il Signore

I Casenghi sono la categoria che in passato era costituita da coloro che avevano ufficio di sorveglianti delle tenute e della casa dei proprietari terrieri (potremmo definirli "uomini di fiducia"), sfilano a cavallo, aprendo il corteo.

Il Signore della categoria li precede reggendo il palio azzurro con il monogramma mariano.

il palio azzurro con il monogramma mariano dei Casenghi
il palio azzurro con il monogramma mariano dei Casenghi

Nella Festa delle Passate vedere sfilare dai 30 ai 40 cavalieri è abbastanza comune.

i Casenghi
i Casenghi

Ai Casenghi seguono i Bifolchi, cioè quelli che lavoravano e aravano la terra con l'aratro a chiodo trainato dai buoi.

Bifolchi con i buoi e l'aratro

I Bifolchi sono preceduti dal palio rosso con l'immagine dei buoi aggiogati all'aratro.

Bifolchi
i Bifolchi

I Bifolchi portano, oltre agli animali, gli attrezzi del loro lavoro: la concia, il giogo, l'aratro,la cerrata, le frocette, le gionture.

carro dei Bifolchi
carro dei Bifolchi

Possono sfilare anche con il carretto su cui sono stati caricati vari attrezzi agricoli o con l’asino.

L'asino con le bisacce è la cavalcatura del Portaspese ovvero l'incaricato che portava i viveri nei campi durante i lavori agricoli (mietitura, trebbiatura, vendemmia, raccolta delle olive…).

Bifolchi
Bifolchi con i buoi e l'aratro

Possono sfilare anche con il carretto su cui sono stati caricati vari attrezzi agricoli o con l’asino.

L'asino con le bisacce è la cavalcatura del Portaspese ovvero l'incaricato che portava i viveri nei campi durante i lavori agricoli (mietitura, trebbiatura, vendemmia, raccolta delle olive…).

i Bifolchi
i Bifolchi

All'interno della categoria dei Bifolchi troviamo anche i Pastori che possono avere con sè pecore, agnelli, caprette.

Alcuni pastori allestiscono carri che raffigurano la caratteristica capanna che è attrezzata per rappresentare scene di vita dei pastori o fasi del loro lavoro.

carro dei Bifolchi
carro dei Bifolchi

Ai Bifochi seguino i Villani.

i Villani

I Villani che raggruppano gli agricoltori che svolgono, nel ciclo di produzione delle colture, ogni tipo di lavoro campestre, sono preceduti dal loro rosso Palio sul quale sono raffigurati un grappolo d'uva, un ramo di olivo e le spighe del grano

Il Palio dei Villani
i Villani

I Villani sono una categoria composita che vede, nel suo interno, cinquue sottocategorie:

I Sementerelli sono i seminatori che portano le grandi bisacce da semina di panno di canapa da cui traggono e spargono fiori di ginestra.

i Sementerelli
i Sementerelli

Le Vanghe sono quelli che portano l’omonimo attrezzo e le bisacce di canapa con le provviste e hanno al collo il fazzoletto a scacchi bianchi e blu.

le Vanghe
le Vanghe

I Falciatori sono quelli con le grandi falci da fieno, la fiasca e il corno di bue in cui è riposta la cote, che viene utilizzate per rifare il filo alla lama, e che indossano il fazzoletto a scacchi bianchi e rossi.

i Falciatori
i Falciatori

I Mietitori sono quelli che portano la "gregna di grano, la falcetta, la fiasca, i cannelli salvadita, il “curriato" o correggiato per battere i covoni e hanno al collo il fazzoletto a scacchi bianchi, rossi e blu).

i Mietitori
i Mietitori
i Mietitori
i Mietitori

le fontane

Le Fontane ovvero i carri floreali con caratteristiche composizioni di varia dimensione, portate a spalla o trainate con mezzi meccanici.

Il nome Fontane deriva dal fatto perchè spesso sono arricchite di zampilli d'acqua.

Fontana dei Villani
Fontana dei Villani

Sulle Fontane si trovano le primizie del lavoro dei campi variamente e artisticamente disposte e le raffigurazioni in miniatura dei lavori agricoli o le riproduzioni dei cicli dell'olio, del vino, del pane.

Sempre sulle Fontane trovano posto gli attrezzi e gli utensili agricoli e rustici oggetti della civiltà contadina tipo i cesti di vimini.

Fontana dei Villani Sementerelli
Fontana dei Villani Sementerelli

Le primizie fuori stagione, come le olive e l'uva, sono spesso conservate fresche, sui rami o i tralci originari, con l'ausilio di antiche tecniche.

Su ogni Fontana è presente un'immagine della Madonna del Monte.

Fontana dei Villani
Fontana dei Villani

Ai Villani seguono i Pescatori, il cui Signore li precede con un palio azzurro su cui è raffigurata una barca sul lago durante la pesca.

i Pescatori con carri e pertiche

I Pescatori portano in offerta i pesci del lago ben disposti su carri e barche riprodotte in scala o appesi a delle pertiche.

il Palio dei Pescatori
il Palio dei Pescatori

Talvolta vengono trasportate in corteo anche delle barche vere opportunamente addobbate.

Attrezzi e reti da pesca di vario tipo vengono portati dai componenti della categoria o utilizzati per decorare carri e barche.

Pescatori
Pescatori a piedi

Dietro i Pescatori, due ceriferi (in passato quattro) sfilano con due grandi Ceri che simboleggiano l'offerta delle categorie e della Comunità alla Madonna.

i Pescatori
i Pescatori

Il Clero, con l’Officiante in paramenti solenni, precede le Autorità Civili con i gonfaloni.

L'Officiante porta la "Pace" un'antica reliquia che, durante le Passate, sarà offerta al bacio dei partecipanti.

Svolgimento della Festa

L'atmosfera della festa si comincia a sentire dal giorno precedente, 13 maggio, con la grande fiera del mattino.

Nel pomeriggio tutta la popolazione sale al Santuario per la celebrazione dei Vespri.

Al termine del rito religioso, il parroco annuncia i nomi dei "Signori" della Festa, ai quali compete l'organizzazione della propria categoria e la distribuzione della tradizionale ciambella ai partecipanti.

Fuori della chiesa viene innalzato un globo aerostatico e altri due vengono innalzati alla sera nelle due piazze del paese.

i Casenghi
i Casenghi

La notte tra il 13 e il 14 è tutta dedicata agli ultimi ritocchi e agli addobbi delle Fontane, i carri con i prodotti della terra e con i pesci, che sfileranno nel Corteo.

Per tutta la notte, nei luoghi dove è in allestimento un carro, echeggiano canti e inni alla Madonna che si concludono con le tradizionali quattro esclamazioni.

L'alba del 14 maggio viene salutata dal secolare rullo dei tamburi, dal suono delle campane, da spari e scoppi di mortaretti, dal coro dei mietitori che canta antichi inni a Maria.

I partecipanti al Corteo che sono soltanto di sesso maschile, circa alle ore 4 del mattino, si radunano dietro al tamburino ed ai Palii delle quattro categorie portati dai rispettivi "Signori".

La Festa ha così inizio.

i Bifolchi
i Bifolchi

Alle 6 del mattino, al Santuario, il vescovo celebra la Santa Messa per i soli partecipanti alle "Passate".

Intorno alle 8.30 tutti i Passanti (ovvero quelli che partecipano al corteo) si radunano sul lungolago e verso le ore 9.30, mentre le campane della Collegiata suonano a festa, il Corteo inizia a sfilare per le vie del paese per raggiungere la chiesa del Monte.

Sfilano dapprima i Casenghi, poi i Bifolchi, i Villani, i Pescatori.

Giunti sulla piazza Umberto I si pongono in coda al Corteo: la Banda Musicale, i Ceri, le Autorità Civili con il Gonfalone, tutti gli altri.

Lungo il percorso è un continuo rullare di tamburo e di canti alla Madonna tipo:

"Evviva Maria.

Sia lodato il Santissimo Sacramento.

Evviva la Madonna Santissima del Monte.

Evviva Gesù e Maria”

Giunti alla "Madonnella", ai piedi della salita che conduce al Santuario, il Clero si inginocchia e intona L’Ave Maris Stella che viene cantato alternando ciascuna strofa con un diverso ritornello musicale, eseguito dalla Banda, mentre si procede verso il Santuario.

Dopo la celebrazione della Santa Messa solenne iniziano le “Passate” cioè i tre giri che ogni categoria compie entrando dalla porta della chiesa e uscendo dalla porta del convento, attraversando l'area sacra del presbiterio.

Ogni Passante lascia sull'altare la sua offerta consistente in prodotti della terra, pesci del lago, formaggi, ricotta, attrezzi da lavoro e al termine del terzo giro riceve la tradizionale ciambella.

i Villani
i Villani

Nel passare davanti al sacerdote officiante ogni persona si china a baciare "la Pace", un'antica reliquia della Madonna.

Al secondo giro avviene il passaggio delle consegne tra il "Signore" dell’anno in corso e quello dell’anno successivo.

Subito dopo il Corteo si ricompone e torna al paese, raggiungendo la piazza principale attraverso le stradine del centro storico, mentre dalle finestre delle case una pioggia incessante di fiori di ginestra, di petali di rose, di erbe profumate cade incessantemente sulla folla.

i Pescatori
i Pescatori

Quando l’ultimo Passante è giunto sulla piazza Umberto I, il sacerdote impartisce la benedizione e il corteo si scioglie.

Nel pomeriggio il rullo del tamburo chiama a raccolta i Casenghi che, dopo il consueto giro, si recano presso la casa del “Tenente”, cioè del “Signore” designato per l'anno successivo, per il tradizionale rinfresco.

La festa continua fino a tarda sera, con il suono della banda e altri divertimenti, fino a quando nel cielo cominceranno a brillare i colorati fuochi d'artificio che, riflettendosi nello specchio d'acqua antistante l’abitato, concluderanno suggestivamente una giornata indimenticabile.

il Don

Si ringrazia l'autrice Fedeli Maria Irene per l'ampio uso di parti estratte dal libro

Marta. Guida alla scoperta di Fedeli Maria Irene - Annulli - 2007


Nota dell'Autore

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