Capalbio
Le origini di Capalbio sono probabilmente tardo medioevali essendo citato dalla Bolla Leonino Carolingia con cui Carlo Magno nel 805 dona il territorio all'abbazia delle Tre Fontane di Roma.
 Sicuramente il Castello di Capalbio esisteva nel XII secolo e la prima cerchia di mura è di almeno un secolo prima.
 
  Successivamente passò sotto gli Aldobrandeschi e, dopo un breve periodo di quasi Signoria, agli Orsini prima e dal 1416 ai Senesi per poi confluire dal 1590 sotto il Granducato di Toscana.
Di seguito proporremo un breve tour guidato per Capalbio.
Il tour prende circa due ore e non presenta difficoltà di sorta se non per la salita sulla Rocca Aldobrandesca.
Porta di Ingresso Dalla porta di ingresso principale si può procedere diritti verso piazza Magenta o girare a sinistra verso l'Arco Santo.
 
Piazza Magenta Andiamo diritti verso piazza Magenta.
Qui si trova la scaletta di accesso al cammino di ronda su cui saliremo.
 
Il cammino di rondaCapalbio fu egregiamente difeso da una doppia cinta di mura realizzata probabilmente appena dopo l'anno 1000 e restaurata e potenziata a cura dei Senesi nel 1418.
Sulla seconda cinta c'è un lungo tratto dell'originale cammino di ronda che percorreremo per intero ...
 
Porta Senese ... fino a giungere a porta Senese (il secondo ingresso di Capalbio) che attraverseremo per entrare nella piazza della Rocca.
  Porta Senese Piazza della Chiesa
Rocca Aldobrandesca La visita alla Rocca Aldobrandesca è d'obbligo.
 
  Al suo interno sono siti i locali dell'ufficio informazioni (durante la visita "a sorpresa" del marzo 2007 ci sono state date informazioni chiare e corrette) e pagando un biglietto che è poco più che simbolico accederemo fino in cima alla torre da cui goderemo di un panorama mozzafiato.
  L'attuale forma della Rocca Aldobrandesca si deve alla ristrutturazione senese del 1418.
Il complesso ha una originale forma a "L" con un alto torrione dalla classica base a scarpa
Arco SantoSi prosegue scendendo per via Collacchioni fino a trovare sulla sinistra l'arco Santo sormontato dalla faccia dell'imperatore Adriano.
Quest'ultima è originale e di probabile provenienza locale forse da qualche scavo presso la vicina Cosa.
Proseguiamo fino alla Piazza della Chiesa (di San Nicola) ove entreremo.

 
Faccia dell'Imperatore Adriano
Chiesa di San NicolaLa chiesa si presenta recentemente restaurata ed in discreto stato di conservazione, ben migliore di quello rilevato nell'ormai lontano luglio 2001 (o forse era solo una luce diversa).
L'esterno, di probabile origine duecentesca, fu parzialmente ed incompiutamente ristrutturato nel settecento.
  L'interno è ad una sola navata con piccole cappelle sui lati.
Quasi tutte queste cappelle sono dipinte con affreschi quattrocenteschi di scuola senese in vario (da mediocre a buono) stato di conservazione.
Bellissimo (per gli appassionati) è un grande angelo cerofolino e molto altro ancora ...
Si segnalano i capitelli romanici, decorati a fiori od ad animali fantastici, che sormontano le colonne.
  Il nostro giro continua fuori le mura dove c'è l'Oratorio della Provvidenza del XV sec. anch'esso con numerosi affreschi del periodo (per visitarlo occorre contattare il parroco di Capalbio) per poi terminare al cimitero dove troveremo la stele che ricorda ove è seppellito il noto (in Maremma) brigante Domenico Tiburzi.
  Per raggiungere Capalbio si utilizza la SS1 Aurelia e si seguono le facili indicazioni locali.
Nota finale:
Capalbio è uno dei punti di riferimento per i VIP che soggiornano ad Ansedonia e più in generale sull'Argentario.
Anche fuori stagione qui è molto facile incontrare politici, attori o cantanti famosi.
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