Civita di Bagnoregio è un piccolo borgo medioevale sito in provincia di Viterbo con solo (dati 2011) 8 abitanti residenti.
Di fronte a Civita di Bagnoregio sorge, quasi come una sorella maggiore, la moderna Bagnoregio (è stata fondata solo a seguito del terremoto del 1794), bella, ma senza il fascino degli anni ... e dell'isolamento.
Perchè Civita di Bagnoregio sembra quasi un'isola sulla campagna, con il ponte che la collega con "la terra ferma" che le fa da istmo artificiale.
E quando si parla di terra ferma l'espessione non è metaforica.
La rupe di Civita di Bagnoregio da sempre si muove e si sgretola ... come i calanchi che la circondano o come il ponte che la doveva collegare a valle miseramente crollato nel lontano 1964 poco prima della sua inagurazione.
E se la sera si chiudono la Porta Santa Maria (verso Bagnoregio) e la Porta Sud (verso Vitebo), Civita di Bagnoregio si isola da tutto e da tutti ritornando ad essere il borgo alto medioevale quale è.
Il nostro non è un facile romanticismo.
Per Noi Civita di Bagnoregio è quasi il merge tra Mont Saint Michel (la bellissima quasi isola francese) con Rothenburg ob der Tauer (il bellissimo borgo fortificato tedesco sulla via Romantica).
L'isolamento di Civita di Bagnoregio è (lo abbiamo già scritto) rotto dallo stretto e lungo (circa 300 mt) ponte pedonale che, dal parcheggio a valle, porta fino alla Porta Santa Maria e da qui dentro il borgo.
Non sembra ma la salita ... è una vera salita, ma vale la pena farla.
Arrivati dentro Civita di Bagnoregio si possono vedere l'ex Duomo di San Donato, i palazzi rinascimentali degli Alamanni, dei Bocca, dei Colesanti e diverse bellissime case, quasi tutte a due piani, con le scale esterne (dette profferli) e, nella stagione giusta, con i balconi fioriti.
Ma fra tanti i palazzi interi veramente inquietanti sono invece le rovine della casa sventrata segno sia dell'abbandono dell'uomo, ma anche dei movimenti franosi della rupe.
Un paio di curiosità:
Il nome di Civita di Bagnoregio compare per la prima volta nel 599 in una lettera che Papa Gregorio Magno inviò al Vescovo di Chiusi Ecclesio.
Il nome deriva dal toponimo goto / longobardo Balneum Regis o Bagnorea ovvero "Bagno del Re".
Il termine di "CITTA' CHE MUORE" è invece stato coniato da Bonaventura Tecchi.