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Quattro parole su Radicofani

Radicofani, quasi come se il tempo si sia fermato, conserva le originali caratteristiche dell'abitato medievale.

Il nucleo del paese di Radicofoni è quasi interamente raccolto ai piedi della rupe su cui sorgono maestosi i ruderi dell'omomima Rocca (html file da www.fortezze.it) edificata in epoca carolingia.

Ampliata e fortificata dal Papa Adriano IV la Rocca di Radicofani fu il castello del Robin Hood italiano ovvero Messere Ghino di Tacco che, per ben due volte nel 1298 e nel 1300, la occupò.

Ghino (Ghinotto) di Tacco nasce a Torrita di Siena dalla famiglia Cacciaconti Monacheschi Pecorai.

Di grande statura e possenza, dotato di insolito coraggio, viene cacciato dalla sua città per le attivitą delinquenziali (anche il padre e il fratello sono accusati di rapine) e trascorre diversi anni da brigante in Maremma.

Dal 1297 al 1300 è a Radicofani dove, impossessatosi della Rocca (sottratta alla Chiesa), spadroneggia nel territorio con le sue gesta, per alcuni come "castigatore di ingiustizie e di potenti", per altri semplicemente come "audace bandito".

Sono in questi anni che si impone la leggendaria figura di Ghino di Tacco, ribelle ghibellino facendone la base delle sue imprese da "brigante gentiluomo", menzionate sia da Dante sia da Boccaccio.

Quiv'era l'Aretin che dalle braccia

fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte,

Dante - Purgatorio VI, 13-14

Nel Trecento e nel Quattrocento la proprietà della Rocca s'alterna più volte tra i Salimbeni e la Repubblica Senese per poi diventare sotto quest'ultima, il caposaldo a sud.

Durante la guerra di Siena contro gli nimperiali di Carlo V (1554-1555) il castello viene assediato invano dalle truppe di Cosimo dei Medici.

La resistenza della Rocca di Radicofani termina al tramonto del 17 agosto 1559, quando viene ammainata la gloriosa Balzana, ultima bandiera della libertà comunale in Italia.

La Rocca di Radicofani fu, dopo la resa di Montalcino, l'ultima ad arrendersi sottomettendosi allo Stato Mediceo.

La Rocca viene quindi trasformata ad opera dell'architetto Baldassarre Lanci, su ordine di Cosimo I dei Medici, in fortezza, anche per reggere all'urto delle nuove armi da fuoco ... i cannoni!

I lavori durarono dal 1560 fino al 1567 e, se possibile, resero la Rocca ancora pił inespugnabile.

Val Orcia

Successivamente, a partire dal 1679, su progetto dell'architetto Carlo Fontana venne ristrutturata ed affrescata tra il 1684 ed il 1687 da vari artisti, tra cui Francesco Corallo e Michelangelo Ricciolini.

La Rocca venne distrutta nel 1735 dal suo stesso comandante Piero da Piancastagnaio per vendicarsi della sua rimozione dall'incarico e, solo nel 1900, sono stati fatti dei seri lavori di restauro completati recentemente.



Nella parte alta del paese si trova il Palazzo Pretorio, sede attuale del Comune, costruito nel 1255, con la facciata decorata dagli stemmi dei podestà senesi al tempo della Repubblica.

Discendendo la Via Principale si trova la Chiesa di Sant'Agata, costruita sull'ex convento, con all'interno uno splendido dossale di Andrea della Robbia, crocefisso ligneo trecentesco ed un pregevole gruppo ligneo policromo del secolo XVIII.

Nella piazza di fronte si trova la Chiesa di San Pietro Apostolo, in stile romanico, del XIII secolo; l'interno, sormontato dalla volta a sesto acuto, racchiude molte opere d'arte.

Nei giardini pubblici adiacenti alla piazza si colloca la statua di Ghino di Tacco.

A valle del paese si trova la grandiosa Villa Medicea "La Posta".

Merita una visita l'Antica Fattoria Bellandi, collocata in Via del Borgo in frazione Contignano.



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