Volterra

Le origini di Volterra si perdono nelle nebbie della storia ... quando l'antico sito Villanoviano della Val di Cecina diventa la potente Velathri una delle Lucomonie della Dodecapoli Etrusca.

Volterra vista dalla Saline
Lapide


Nel 298 a.C. Velathri viene sconfitta dalle legioni romane di Lucio Scipione Barbato.

Questa sconfitta segnò la sua fine come Lucomonia Etrusca indipendente diventando una città federata del nascente Impero Romano.

E di Roma seguì le vicissitudini compreso l'assedio dei Goti di Totila.

All'Impero Romano seguirono le occupazioni Longobarda e Franca e solo intorno all'anno 1150 ebbe inizio, con la famiglia Pannocchieschi, la storia comunale di Volterra.

Molte furono le dispute con Pisa o Siena o Firenze, ora alleate ora nemiche, e le guerre con la vicina San Gimignano o le fraticide lotte interne tra Guelfi (rappresentati dalla famiglia Belforti e legati a Firenze) e Ghibellini (rappresentati dalla famiglia Allegretti e legati a Siena).

Ma sostanzialmente (dal 1361) Volterra fu Guelfa e fedele a Firenze seguendone le vicissitudini fino all'Unità d'Italia.

Per raggiungere Volterra si possono usare l'autostrada del Sole A1 uscita casello di Firenze Certosa sia per le provenienze da Roma e sia da Milano e proseguendo sul raccordo per Siena fino a Poggibonsi per poi proseguire lungo la SS68.


Per chi proviene da Grosseto o Genova può usare la SS1 Aurelia per poi proseguire lungo la viabilità ordinaria.

Volterra oggi è nota per la lavorazione dell'alabastro.

Sarà praticamente impossibile andare via senza aver comprato da almeno un "ninnolo" ad ... una grossa statua!




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