La chiesa è eretta su tre navate, scandite da alte colonne.
Al suo interno ci sono molti "tesori" che da soli meritano la visita a Montepulciano.
Subito, appena si entra nella Cattedrale, c'è il bassorilievo con "la Vergine che benedice la famiglia Aragazzi".
Insieme alle statue dei "giacenti di Bartolomeo Aragazzi e Francesco Piendibeni" faceva parte di un complesso marmoreo più ampio, scomposto e disperso nel Seicento (due statue sono al Victoria et Albert museum di Londra).
Nella navata sinistra si ammirano la fonte battesimale di Tino da Camaino e l'altare di Andrea della Robbia
La fonte battesimale proviene dall'antica Pieve di Santa Maria (in questa fonte venne battezzato il poeta Poliziano), mentre l'altare proviene dal convento di Fontecastello.
Poco più avanti c'è, incastonata in un piccolo tabernacolo nel quarto pilastro, la Madonna con Bambino di Sano di Pietro.
Ma, di tutti i tesori presenti nella Cattedrale di Montepulciano, quello che più di ogni altro attira la devozione dei Poliziani (gli abitanti di Montepulciano) è la miracolosa Madonna di San Martino.
La storia della Madonna di San Martino è costellata di miracoli e grazie fin da quando l'empio Vicenzo del Mincio la colpì nel 1587 con un pesante maglio che, al posto di distruggerla, la rese livida sulla fronte.
Splendido è l'altare maggiore su cui si trova il pregevole trittico dell'Assunzione del 1401 di Taddeo di Bartolo.
Il trittico ha la caratteristica di essere la più grande pittura su tavola nota di tutta la scuola senese.
Continuando la visita sul pilastro di destra del trittico si trova il piccolo Ciborio (in stile gotico) di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta.
La visita alla Cattedrale è libera ovviamente fuori dall'orario delle SS. Messe.
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