L'abitato di Lucignano è realmente unico, almeno in Italia centrale.
Il paese è realizzato secondo una pianta urbanistica ellittica, ovvero secondo tanti anelli concentrici collegati tra loro da brevi vicoli.
I vicoli culminano nella piazza centrale ove si affacciano la chiesa di San Francesco con diverse pareti affrescate (ma letteralmente saccheggiata dai ladri) e la chiesa della Collegiata, con bella scalinata barocca della Collegiata ed il loggiato rinascimentale.
Accanto alla chiesa di San Francesco sorge il piccolo museo (ingresso a pagamento chiuso al Lunedi) al cui interno è possibile ammirare uno spledido reliquiario tutto d'oro e pietre preziose a forma d'albero detto "Albero di Lucignano o Albero dell'Amore", oltre che ad alcune belle tavole di Luca Signorelli e Bartolo di Fredi.
A proposito dell'Albero dell'Amore citiamo due leggende locali.
La prima dice che depositare ai piedi dell'albero i fiori della cerimonia nuziale porti molto bene agli sposini.
La seconda invece ne consiglia la vista alle coppie non più giovanissime avendo (l'albero) virtù afrodisiache.
Ovviamente non garantiamo nulla.
Da Lucignano si giunge, dopo circa 8 km, a Monte San Savino.
La storia di Monte San Savino spesso coincide con quelle della Guelfa Firenze con la rivale Arezzo.
Devastata dal vescovo ghibellino aretino Guido Tarlati, ancora oggi ricordato da queste parti con la zuppa che porta il suo nome, Monte San Savino conserva la sua piccola cerchia di mura con le sue due porte principali
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| da porta fiorentina |
a |
porta romana |
Belli sono il Palazzo Comunale con annessa la Loggia dei Mercanti ed il giardino pensile situati lungo la strada principale del paese ed il
Cassero con al suo interno il piccolo museo comunale composto da belle raccolte di ceramiche.
Avete bisogno di un pezzo in ferro battuto? Venite a Monte San Savino e probabilmente lo troverete
Vicinissima a Monte San Savino (dista circa 6 km sulla provinciale per Siena) si erge in mezzo ai fitti boschi Gargonza.
La torre, la porta d'ingresso, la piccola piazza su cui si affaccia la Pieve dedicata ai Santi Tiburzio e Susanna costituisco l'antico nucleo trecentesco di questo piccolo borgo oggi, come ieri, utilizzato come residence (ospitò Dante Alighieri in esilio nel 1304 quando ebbe modo di conoscere, suo malgrado, la Val di Chiana) per chi ama la tranquillità dei boschi.
E per chi vuole saperne di più lo invitiamo a visitare il nostro sito specifico su Cortona: www.cortona.ws.
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