L'abbazia di Farneta
Tratto dalla "Guida rapida per la visita" di Mons. Sante Felici
Sita nel comune di Cortona nei pressi dell'omonima località, l'Abbazia di Farneta (da "farnia" o quercia gentile) fu fondata dai Monaci Benedettini tra il IX ed il X secolo e, come spesso accadeva in quell'epoca, dedicata alla Madonna dell'Assunta.
Nel '500, dopo la parentesi degli Abati Commendatari, subentrarono i Monaci Olivetani di Monte Uliveto Maggiore (Siena) (html file) e dal 1780 i Preti secolari della Diocesi di Cortona.
Mons. Sante Felici, è stato qui dall'8 settembre 1937 fino alla sua morte (2000?) (ndr).
La chiesa è in stile preromanico ed ha la classica forma a tau (T) ovvero a croce latina senza il capo.
Il suo orientamento è, come prassi dell'epoca, con le absidi (rotondità) rivolte verso Oriente ovvero verso la luce, il sole... il Redentore.
Le due colonne romane di granito orientale poste sulla facciata della chiesa sono le uniche superstiti del chiostro originale.
I due capitelli sono inceve copie di originali conservati a Firenze ed ad Arezzo.
All'interno dell'Abbazia si trovano molti oggetti appertenenti sia al periodo Olivetano, come la Fonte Battesimale, od addirittura romano od etrusco.
Ma la perla di Farneta è sicuramente la Cripta.
Realizzata insieme alla chiesa, la Cripta è rimasta sepolta per oltre 350 anni e fu riportata alla luce da Mons. Sante Felici agli inizi degli anni '40.
La Cripta ha una forma a celle tricore con volte a botte ed a crociera, sorrette da colonne di origine romana.
La prima colonna è di granito rosa di Assuan (Egitto) con base in travertino ed il capitello in arenaria con sculture tra le quali un Achelòo (testa di toro con faccia).
La forma di questa prima cella è, come anche l'ultima, a trifoglio.
La cella centrale ha invece una forma a quadrifoglio e si regge su quattro colonne, alquanto diverse tra loro.
Le prime due sono infatti di marmo orientale, la terza, ionica con 16 scanalature, è in travertino e la quarta è in granito orientale.
I due capitelli di destra sono in travertino, mentre quelli di sinistra sono in arenaria.
In basso si può vedere la stele funeraria romana di Quarta Erennia figlia di Liberto Pompeo.
Nella terza cella la colonna di marmo orientale ha una base romana in travertino ed un capitello romanico in arenaria con croce a fiori.
Il pavimento in cotto e le recincizioni in ferro battuto a protezione dei vuoti intorno alle colonne non sono originali.
Il Museo - Antiquarium
Al numero civico 2, dove fino a poco tempo fa abitava il sagrestano, c'è il piccolo Museo - Antiquarium.
Un cartello all'ingresso avverte "Museo .... fatto in casa. Entrate gratis".
Nella prima stanza sulla sinistra si può vedere una Tomba alla Cappuccina con uno scheletro proveniente dalla necropoli paleocristiana di Farneta.
Nella stessa stanza ci sono poi numerosi altri reperti tra cui tre urne cinerarie etrusche, la Pila Acquasantiera originale dell'Abbazia, sculture romane e medioevali, la copia del "Crocifisso di Farneta" .....
Nella seconda e terza stanza sono invece esposti alcuni reperti paleontologici (ma le cose migliori tra cui l'elefantessa Linda sono esposti a Firenze) quasi tutti di provenienza locale.
e per finire una serie di piccole curiosità:
La parola Abate deriva dall'ebraico abbà e significa "padre"
Il museo, anche se piccolo, è dotato di antifurto ... ed un "padre" deve essere severo con i figli più cattivi.
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