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Il territorio di Chiusi è storicamente abitato dal XI a.c..
L'antica Camars diventa nel VI sec. a.c. la lucumonia etrusca di Clevsin, una delle più potenti città della Dodecapoli etrusca.
Il suo leggendario Lucumone Porsenna arrivò persino ad attaccare la ancora giovane Roma.
Diventata cittadina romana Chiusi continuò ad essere un centro di notevole importanza commerciale.
Poi, in corrispondenza della caduta dell'Impero Romano, un declino fatto di occupazioni (Goti e Longobardi) fino a diventare una Contea sotto i Franchi di Carlo Magno.
La decadenza si accentuò con l'impadulamento della Valdichiana e, dopo molte piccole contese locali tra Perugia Orvieto e Siena, nel 1415 passò definitivamente sotto Siena e successivamente sotto il Granducato di Toscana.
Di questi 25 secoli il territorio di Chiusi conserva tutta una serie di tombe e catacombe e di interessanti monumenti medioevali.
Una decina sono infatti le tombe risalenti al periodo etrusco presenti nel territorio.
Rivolgendosi al locale Museo Archeologico, ed utilizzando guide autorizzate, è possibile visitarle quasi tutte.
Per la visita al Museo del Cattedrale di Chiusi e/o al Labirinto di Porsenna (con visita alla Torre Campanaria) occorre arrivare al Portico del Palazzo Vescovile ove sono siti i rispettivi ingressi.
Tramite il Museo della Cattedrale è possibile, con guide autorizzate, visitare le Catacombe Cristiane utilizzate dal II al V sec..
Le necropoli etrusche
Tomba della Scimmia
Tomba della Pellegrina
Tomba del Leone
Tomba del Granduca
Ipogeo di Poggio Gaiella
Tomba di Vigna Grande
Tomba del Colle Casuccini
Tomba della Tassinaia
Tomba del Poggio al Moro
Le Catacombe Cristiane
Catacomba di San Mustiola
Catacomba di Santa Caterina
La Cattedrale di San Secondiano ed annessi (Chiusi centro)
Cattedrale di San Secondiano e Torre Campanaria
Labirinto di Porsenna e cisterna romana
Le Torri Medioevali
Beccati Questo
Beccati Quello
Piazza del Duomo costituisce il cuore storico di Chiusi.
In poche decine di metri si trovano infatti il Museo Archeologico Nazionale, la Cattedrale di San Secondiano (VI sec.) con l'annesso Museo della Cattedrale e Labirinto
il Palazzo Vescovile (XV sec.) con le lapidi etrusche e romane murate nel portico
e la Torre Campanaria (XII sec.)
costruita sopra la comunicante antica cisterna romana.
dalla torre Campanaria (alta 27 metri) il panorama sui dintorni è notevole.
La sua salita è sconsigliata a chi soffre di vertigini.
Il Labirinto di Porsenna è sostanzialmente una serie di cunicoli (alcuni in fase di esplorazione) che intersecano quasi tutta Chiusi vecchia.
I cunicoli sono di origine etrusca (ne esistono di simili a Todi, ad Orvieto ed a Perugia) e furono scavati con lo scopo di drenare le acque piovane.
Del Labirinto sono percorribili durante la visita circa 120 metri sufficientemente illuminati e praticabili senza particolari attrezzature o vestiario (se ne sconsiglia la visita a chi soffre di claustrofobia).
Il percorso sotterraneo ha inizio nei pressi delle antiche mura romane (zona orti vescovili) e termina dentro la cisterna romana posta sotto la Torre Campanaria.
Successivamente con lo stesso biglietto è possibile visitare anche la Torre stessa.
Grande fu la delusione degli archeologhi quando nel labirinto non fu ritrovata la mitica tomba di Re Porsenna che, secondo Plinio era stato sepolto sotto la città di Chiusi in un monumento dal basamento di 90 metri di lato(!) e che racchiudeva un labirinto sormontato da piramidi e da una copertura di bronzo.
A reminescenza delle lotte medioevali tra Chiusi (Siena) e le vicine Orvieto e Perugia rimangono oggi queste due piccole torri site lungo un canale che poi si immette nel vicino lago di Chiusi (html file).
Le torri dette di "Beccati questo" e "Beccati quello (o quest'altro)" sono riuscite, pur con qualche acciacco, ad arrivare ai giorni d'oggi, mentre è scomparso lo storico ponte di "a Beccati quello" che le univa (vedi [se non è bruciata nel rogo del castello di Windsor] la mappa "della veduta a volo di uccello della Valdichiana" disegnata da Leonardo da Vinci nel 1502 - Royal Library n°12278).
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