|
Siamo in uno dei luoghi che, se si scava un po', dal terreno qualcosa di Etrusco o Romano ci scappa sempre.
Siamo in Tuscia a pochi chilometri dal lago di Bolsena.
A sud ci sono le varie Tuscania, Tarquinia e Cerveteri.
A nord ci sono Chiusi e Cortona.
Ad est c'è Orvieto.
Ad ovest c'è Sovana.
Nel comune di Grotte di Castro ci sono una serie di piccole necropoli di cui Pianazze (3 km in direzione del lago di Bolsena) è la più importante.
Questa paginetta, senza alcuna ambizione didattica o scientifica, documenta parzialmente questa necropoli.
La necropoli è scavata a mezza costa nella collina di tufo nella valle del fosso Largo.
Le tombe sono databili tra il VII ed il VI secolo a.C., ovvero al momento di massimo splendore per la civiltà Etrusca.
A dimostrazione di ciò sono i ricchi corredi funerari recuperati e la monumentalità di molte tombe.
Il rituale di sepoltura utilizzato è l'inumazione sia in fossa piana nel terreno con copertura in lastra di pietra e sia in loculi nelle pareti.
Le tombe, a seconda della datazione, cambiano la loro architettura che, in prima approssimazione, può essere schematizzata in:
tombe con (da lungo a corto) corridoio (da stretto a medio) scoperto il Dromos
piccola camera di accesso
camera centrale quadrangolare (da regolare a irregolare) con finitura da ottima a rozza
piccole camere laterali di inumazione (spesso rozze).
Nel settore sud ci sono anche tombe in cui l'accesso alle camerette di inumazione avviene direttamente dal Dromos.
In generale lo schema è ripreso dalla "casa dei vivi" in cui la tomba è la casa nell'Oltretomba dove si ritrova la famiglia riunita dopo la morte.
Prenota con noi la tua vacanza nelle terre del Lazio
|