Cenni storici
L'antico nome Etrusco di Cerveteri, tramandatoci dalle lamine d'oro di Pyrgi (oggi Santa Severa), era KAISRIA o KAISRA.
Cerveteri appartenne alla potente Dodecapoli Etrusca che imperò nell'Italia centrale prima dell'avvento di Roma.
Poi i Romani la chiamarano CAERE e con tale nome anche noi ne parleremo.
Abitata fino dall'epoca villanoviana, CAERE visse la storia dell'espansione di Roma verso nord passando (attraverso diverse guerre) da città Etrusco - Cerita a centro agricolo romano a cui segue una lenta decadenza.
Tutta la zona intorno all'odierna Cerveteri è ricca di necropoli (Sorbo, Monte Abatone) o aree di scavo nella zona della città antica di CAERE.
Questo piccolo sito, senza alcuna ambizione didattica o scientifica, documenta parzialmente SOLO le strade principali della necropoli della Banditaccia.
La via Sepolcrale principale
E' la strada principale della necropoli.
Lungo di essa si sviluppano molte delle tombe più belle (anche se alcune non sono visitabili) di tutta la necropoli:
La via degli Inferi
Con questo nome si indica un tratto della via Sepolcrale principale individuabile dai solchi sul terreno tufaceo furono lasciati dalle ruote dei carri.
Da piazza della Casetta si aprono diverse altre belle strade della necropoli tra cui
Via della Cornice
Via dei Vasi Aretini
Arriviamo infine alle ultime due grandi vie della necropoli.
Qui troviamo, più di ogni altro posto nella Banditaccia, la ricerca di un assetto urbanistico simile a quello delle città dei vivi.
Via dei Monti della Tolfa
Via dei Monti Ceriti
La zona dei grandi tumuli
In questa zona si trovano quasi tutte tombe a tumulo tra cui:
Tumulo Maroi
Tomba Policroma
Tumulo del Colonnello
Tumulo Mengarelli
L'ingresso alla necropoli è a pagamento.
La visita non è molto faticosa e prende almeno 3 ore.
Noi consigliamo di non effettuare la visita alla necropoli in estate (anche se dentro alle tombe c'è un bel fresco) e non dopo giornate di pioggia (causa fango).
Forse la stagione ideale è l'inverno.
Il mistero della Dodecapoli Etrusca è abbastanza fitto.
Infatti la mancanza di documenti scritti da parte Etrusca ha fatto si che di città "papabili" di appartenere alla Dodecapoli ce ne siano "un po' troppe":
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