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Bomarzo è sita a 263 mt s.l.m. sopra una rupe di peperino, a pochi chilometri ad est di Viterbo.
Oltre alla rupe, un po' dappertutto si trovano grandi massi di peperino "ricordo" degli sconvolgimenti vulcanici che migliaia di anni orsono sconvolsero tutta la Tuscia.
E con tanta materia prima niente di strano che, fin dalla notte dei tempi, la vita si sia sviluppata intorno a questi massi granitici.
Aldila della valle sul Monte Casoli l'uomo ha abitato da sempre .... i Rinaldoniani prima, gli Etruschi ed i Romani poi hanno vissuto dentro queste grotte ...
... e da un enorme masso di peperino gli Etruschi (o forse più probabilmente i loro predecessori) realizzarono questa piramide in perfetto stile sumero.
Per chi vuole sapere TUTTO sulla piramide Etrusca (quanto meno scoprire come arrivarci visto che a Bomarzo non è segnalata in nessun modo) continui la lettura su www.etruschi.name.
Ma ritorniamo a Monte Casoli.
Qui, all'interno dell'omonimo riserva naturale, troviamo a poca distanza dalla Chiesa di Santa Maria di Monte Casoli le rovine di un abitato rupestre "utilizzato" dal periodo etrusco fino al 1280.
L'abitato è completo di castello, mura e grotte usate come abitazione per oltre 2200 anni.
La camminata è bella, facile e piena di fascino specie quando si scende per le tagliate etrusche presenti sul pianoro.
Ed infine a valle si trova la terza meraviglia di Bomarzo ovvero il Parco dei Mostri di Bomarzo, sicuramente uno dei parchi storici più noti ed importanti al mondo.
Il parco, noto abche con il nome di "Villa delle Meraviglie", fu ideato nel 1560, dall'architetto Pirro Ligorio su commissione del Principe Pier Francesco Orsini detto Vicino "sol per sfogare il core" rotto per la morte della moglie Giulia Farnese.
Il parco nacque per essere un'opera unica al mondo.
La visita al parco si snoda come un viaggio in un mondo di orchi e leggende.
Si trova l'Orco dalla bocca spalancata, il grande elefante, l'Ercole che uccide Caco, il drago che lotta contro altre fiere.
Ma si trovano pure il Pegaso alato, il Giove Annone, le statue di Venere, Cerere e Nettuno.
Le grandi statue sono disposte come casualmente nel bosco quasi ad essere esse stesse parte integrante del bosco ... "il Sacro Bosco".
Poi ci sono le grandi opere come la casa pendente, la rotonda ed il tempio (che ad onor del vero è postumo di circa 20 anni al resto del Sacro Bosco).
Poi un lungo oblio fino al 1954 quando il Parco dei Mostri venne acquistato dal Sig. Giovanni Bettini che lo ha riportato agli antichi splendori.
La visita al Parco (consigliata a fine inverno o fine estate) è a pagamento.
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