La necropoli di Pianazze
Poco fuori dall'abitato di Grotte di Castro, sulla sinistra lungo la strada che scende al lago di Bolsena, si estende la necropoli etrusca di Pianezze, le cui tombe sparse in ampi terrazzamenti, risalgono tra il VII ed il VI secolo a.C. ovvero al massimo periodo di splendore per questa civiltà.
A dimostrazione di ciò sono i ricchi corredi funerari recuperati e visibili presso il Museo Civico di Grotte di Castro e la monumentalità di molte tombe.
Il rituale di sepoltura utilizzato è l'inumazione sia in fossa piana nel terreno con copertura in lastra di pietra e sia in loculi nelle pareti.
Le tombe, a seconda della datazione, cambiano la loro architettura che, in prima approssimazione, può essere schematizzata in:
tombe con (da lungo a corto) corridoio (da stretto a medio) scoperto il Dromos
piccola camera di accesso
camera centrale quadrangolare (da regolare a irregolare) con finitura da ottima a rozza
piccole camere laterali di inumazione (spesso rozze).
Nel settore sud ci sono anche tombe in cui l'accesso alle camerette di inumazione avviene direttamente dal Dromos.
In generale lo schema è ripreso dalla "casa dei vivi" in cui la tomba è la casa nell'Oltretomba dove si ritrova la famiglia riunita dopo la morte.
Le camere sepolcrali si presentano col dromos scavato nel tufo e il vestibolo dotato di travatura centrale e copertura a spiovente; di particolare interesse la tomba Rossa.
